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domenica 7 agosto 2016

I nostri alberi che definivano VIVI



L'assessore Alvaro Ricci aveva definito lo "spostamento", da parte della ditta costruttrice, degli ulivi per far posto alla costruzione della palestra, il tutto come : "un piccolo disagio da sopportare per il bene del quartiere, che poi verrà fuori un bel parco.." avevano anche assicurato che gli ulivi reimpiantati non avrebbero subito danni. Ecco a distanza di un anno i risultati, ulivi secchi e ora il comune procede al loro taglio…



"Il giorno 25 maggio 2015 la ditta appaltatrice CO. GE. DI s.r.l.di Montefiascone (Vt) ha iniziato. come da capitolato d’appalto xxxx ad effettuare l’opera di espianto e reimpianto di alcuni olivi che insistevano sul terreno ove doveva essere costruita sempre dalla medesima ditta la Palestra polivalente. L’opera avveniva dopo aver potato in modo grossolano le piante, che dopo il 31 marzo, secondo la corretta prassi agronomica non possono essere potate per non comprometterne la naturale crescita».
«L’espianto e il reimpianto delle piante, avveniva anch’esso in modo grossolano arrecando ulteriori danni alle piante. In particolare la ditta appaltatrice ha utilizzato una scavatrice, atta al movimento terra e non all’opera a regola d’arte di espianto ed impianto. La stessa veniva utilizzata anche per il trasporto delle piante dal luogo dell’espianto a quello di reimpianto. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si crede che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte pur essendo previsto dal contratto firmato con l’ente appaltante (Comune di Viterbo).
Il contratto di appalto prevede, all’articolo 15 lettera a) le clausole di risoluzione dello stesso per “frode nell'esecuzione dei lavori”; e alla lettera c) per “manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori”. Il disciplinare di gara al punto 1.3 lettere i) ed L) prevede che la ditta che deve eseguire i lavori dichiari di avere a disposizione i mezzi e materiali adeguati per procedere all’esecuzione del lavoro a regola d’arte. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si evince esattamente il contrario, ovvero la ditta appaltatrice non disponeva dei mezzi adeguati allo svolgimento dell’opera e non era in grado di attuarla a regola d’arte. Secondo quanto previsto dall’articolo 7 del contratto è possibile “la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola d’arte dei lavori, compresa la necessità di procedere alla redazione di varianti in corso d’opera”. Malgrado questa possibilità il direttore dei lavori non ha sospeso i lavori, manifestando ulteriore grado di incompetenza nell’esecuzione a regola d’arte degli stessi».
la Provincia di Viterbo ha adottato le linee guida per la redazione di Piani del Verde previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale nei cui allegati sono descritte le modalità di espianto e reimpianto degli alberi d’olivo. Tale allegato è stato prodotto con il contributo dell’Università della Tuscia. Il Comune di Viterbo non dispone ancora di un Piano del Verde. La mancanza all’adempimento di questa disposizione obbliga la ditta appaltatrice ad utilizzare la legge di categoria giuridica superiore, ovvero quella provinciale.
Nel giorno 26 maggio si è tenuta presso il Consiglio Comunale di Viterbo una discussione sui lavori e sui danni provocati dalla ditta appaltatrice secondo quanto sopra esposto anche utilizzando la stessa documentazione fotografica in questo esposto. L’ente appaltante è stato quindi adeguatamente informato sia nella persona del sindaco Michelini che dell’assessore all’Urbanistica Ricci. Pur avendo evidenza della manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori, l’amministrazione del Comune di Viterbo, ovvero l’ente appaltante non ha sospeso i lavori. Questo potrebbe configurare uno spreco di denaro pubblico poiché speso con una ditta appaltatrice che già oggi appare inidonea ed incapace che potrebbe non condurre a termine in modo corretto la commessa»."

venerdì 5 agosto 2016

Palestra a santa Barbara, il comune deve tirare fuori 40mila euro? Oltre al danno, la beffa




“Palestra a santa Barbara, il comune deve tirare fuori 40mila euro?”.
La struttura, ancora non aperta, ha avuto un iter piuttosto complicato e rischia di avere un finale amaro per le casse comunali.
Chiara Frontini (Viterbo 2020) va all’attacco. Sembrerebbe che dalla rendicontazione delle spese, il ministero avrebbe escluso circa 40mila euro. Soldi non riconosciuti, ma ormai spesi. Se confermato, ce li dovrà mettere il comune.
“Se le indiscrezioni dovessero essere confermate – spiega Frontini – sarebbe un fatto gravissimo. Oltre al danno, la beffa.
Già la palestra è nata male, con tante polemiche da parte degli abitanti del quartiere.
L’assessore ci diceva che andava fatta altrimenti avremmo perso il finanziamento dello Stato, mentre invece sembra che adesso il comune debba metterci sopra 40mila euro, presi dalle tasse di tutti, togliendo risorse da altri interventi importanti, certamente più necessari e urgenti.
Chiediamo chiarimenti su questo punto, vogliamo sapere se quanto trapelato risponde al vero e, nel caso, quali sono i motivi per i quali il ministero non ci riconoscerebbe le spese sostenute”.



“Palestra a Santa Barbara, non c’è stato né danno e né beffa”.
Sui 40mila euro che il comune dovrebbe tirare fuori dalle proprie casse, per spese scartate dal ministero, arriva a breve giro di posta la replica dell’assessore Alvaro Ricci (Lavori pubblici).
“La consigliera Chiara Frontini – spiega Ricci – ha parlato di danno e beffa. Ma non c’è né l’uno e né l’altra. C’è solo il rammarico per il tempo che sta passando, questa palestra va ultimata al più presto”.
Sui 40mila euro Ricci non è troppo preoccupato. “E’ solo un’eventualità – spiega l’assessore – che prudenzialmente abbiamo voluto segnalare. Nulla di più”.
Tutto nasce dal progetto e da 74mila euro risparmiati con il ribasso d’asta dei lavori.
“Soldi messi a disposizione per lavori in economia. Una parte, per 23mila euro sono stati utilizzati per una perizia e interventi necessari alla sicurezza della struttura, adeguamenti per nuove norme sopraggiunte nel frattempo,adeguare la palestra a norme antincendio e renderla fruibile anche per eventi con il pubblico.
Quindi restavano ancora avanzi per circa 30mila euro, per i quali abbiamo chiesto alla ragioneria di Stato se potevamo utilizzarli per il percorso della salute.
Una miglioria, che come ho sempre detto, che si sarebbe fatta in caso d’assenso”. Che però non c’è stato. La ragioneria ha detto di no.
“Questo perché si tratta di un intervento – continua Ricci – che è fuori dal contratto principale. Sono opere aggiuntive”.
Cosa diversa sono i circa 40mila euro “incriminati”. “Sono stati utilizzati – precisa Ricci – per interventi che fanno parte del progetto, sono parte integrante. Situazione all’opposto rispetto al percorso della salute.
Tuttavia, avendo la ragioneria di Stato negato l’uso per l’altro progetto, abbiamo unicamente voluto informare che potrebbe verificarsi questa ipotesi. Non è un problema di spese.
E’ solo una considerazione di carattere prudenziale nel momento in cui si discutono gli equilibri di bilancio. Nulla di più.
Siamo nel mero campo delle ipotesi e finché non ci sarà la rendicontazione, non c’è nulla di definito”.
 foto di Bruno Pagnanelli








































Intanto…….

http://www.tusciaweb.eu/2016/08/la-palestra-santa-barbara-invasa-dalle-erbacce/

giovedì 31 marzo 2016

La Verità io la vedo ad occhi nudi

http://www.tusciaweb.eu/2016/03/palestra-santa-barbara-2/






"La struttura sportiva al popoloso quartiere di Viterbo è praticamente completata. Sopralluogo all’interno di un’opera al centro di polemiche, con un comitato che si opponeva alla sua realizzazione.
Grande circa 900 metri quadrati, resta la pavimentazione, ma si potrà posare solo una volta allacciato il riscaldamento. Serve una temperatura minima di 18 gradi.
L’impianto c’è, Ricci si augura che le polemiche siano ormai alle spalle.
“Rispetto alla zona dove è stata realizzata – continua l’assessore – ritengo che non ci sia un impatto, tra l’altro è a servizi.

Oltretutto, una volta chiuso il cantiere, non ci saranno recinzioni, la palestra sarà un tutt’uno con l’area circostante. 
Anche le piante d’ulivo non si sono seccate e gli operai sono stati particolarmente attenti alle querce, godono di ottima salute”.











Nei lavori alla struttura, il comune ha avuto economie per circa 70mila euro.
“Purtroppo il ministero non ci ha consentito di reinvestirli in zona, se li sono ripresi”. Questo vuol dire che per le tribune e la parte esterna, si dovrà fare diversamente."

http://www.tusciaweb.eu/2016/03/perche-palestra-santa-barbara-non-finita/


L’amministrazione Michelini ancora non si è chiesta il motivo per cui il centro civico sportivo integrato al “Parco delle Querce” non è ancora terminato. Anzi, ad onor del vero, sembra proprio che i lavori siano stati sospesi, eppure il termine per la realizzazione dell’opera era stato fissato in 120 giorni.
Sindaco, la matematica non è variabile come il trascorrere del tempo, è una scienza esatta, per cui se l’inizio lavori è stato il 19 marzo 2015, il termine sarebbe dovuto essere il 19 luglio 2015. Da allora sono trascorsi altri 240 interminabili giorni: ci sa spiegare, se ne è a conoscenza, il motivo di tale ritardo?
Sa dirci perché, nonostante sia trascorso un periodo tale da permettere la costruzione non di una, ma di tre palestre, questa opera non riesca a vedere la luce?
Sa inoltre dirci la data precisa in cui questa “tela di Penelope” sarà ultimata?
E se la colpa di tale ritardo sia da attribuire alla società appaltatrice, ha intenzione di chiedere delle penali, qualora fossero previste?
Un’ultima cosa, sindaco, visto il barbaro trattamento riservato ai poveri ulivi del parco, ci vediamo costretti a ricordarle la solenne promessa che aveva fatto alla cittadinanza riguardo l’incolumità delle querce all’interno del cantiere, non se ne dimentichi… ogni promessa è un debito che neanche il trascorrere del tempo può cancellare.
MoVimento 5 Stelle Viterbo

http://viterbo5stelle.it/le-risposte-al-parco-delle-querce-sono-una-chimera/


LE RISPOSTE AL PARCO DELLE QUERCE SONO UNA CHIMERA

Il MoVimento 5 Stelle di Viterbo desidera ringraziare l’assessore ai Lavori pubblici, Alvaro Ricci, per la velocità con cui a mezzo stampa ci ha fatto sapere che la palestra al Parco delle querce “è praticamente completata”, che le “piante d’ulivo non si sono seccate” e che le “querce godono ottima salute”.
Ci chiedevamo, però, perché ha aggiunto la parola “praticamente” riferendosi al completamento dell’opera, quel “praticamente” ci fa capire che in effetti non lo è veramente e infatti lei stesso dice che dovremmo attendere ancora due settimaneaffinché venga allacciato il riscaldamento, per poi posare il pavimento. Ci scusi assessore, ma allora l’opera non è affatto terminata, come si può affermare che lo sia? …non c’è il pavimento…
A questo punto ci vediamo costretti, non per polemizzare, ma per capire se la lingua italiana sia una condizione unica in tutto lo stivale, o, come il trascorrere del tempo, una variabile per ogni individuo, a porre nuovamente alcune domande: quando sarà completata l’opera? 
Per quale motivo non sono stati rispettati i tempi fissati in 120 giorni ? 
Sono previste penali nel caso in cui i ritardi siano imputabili alla società appaltatrice?
E, ancora, per quale motivo in passato era stato promesso che la somma risparmiata dal ribasso di gara (70mila euro?), sarebbe stata reinvestita nel parco con giochi per bimbi, riqualificazione della zona ecc. e oggi invece dice che il ministero non lo permette? 
Sono forse cambiate le regole ministeriali? Non ne eravate a conoscenza? Oppure sono state fatte promesse per rabbonire i cittadini ed evitare che le proteste contro l’opera sarebbero potute diventare imbarazzanti, sapendo benissimo che non avreste potute mantenerle?
Un’ultima cosa, Assessore, è sicuro che tutti gli ulivi siano tutti vivi e che le querce godano ottima salute? Molti dei suoi concittadini non la pensano affatto come lei, li vada a trovare al parco e lo dica personalmente a loro.
Rispondo con questa breve nota tecnica alle questioni poste dal Movimento cinque stelle sullo stato e sui tempi di realizzazione del centro Civico sportivo di Santa Barbara meglio conosciuto come palestra.
 I lavori sono stati consegnati il 19.03.2015. Subito il coordinatore per la sicurezza ha evidenziato la necessità di aggiornare il piano di sicurezza per cui sono stati sospesi dal 24.03 al 18.05.
 Il 19.05 si è iniziata la recinzione di cantiere e lo spostamento delle piante situate all’interno dell’area di sedime dell’immobile.








Gli scavi sono iniziati il 26.05 e le opere civili e strutturali sono proseguite con la sola interruzione del 24.05.2015 a seguito dell’allerta meteo dell’ AGENZIA REGIONALE DI PROTEZIONE CIVILE Prot. N. 340747/GR/18/02.
Dal 17.07.2015 al 26.09.2015 il lavori sono stati sospesi per l’approvazione della perizia di variante con la quale si è inteso migliorare l’opera sotto l’aspetto della protezione contro l’incendio.
Alla ripresa sono iniziate le operazioni di montaggio delle arcate in legno lamellare, della copertura e della facciata continua. Contemporaneamente e attraverso un attento coordinamento in sicurezza sono stati eseguiti gli impianti, le rifiniture interne e gli infissi.
In questa fase vi sono stati complessivamente 13 giorni di sospensione per cause metereologiche incompatibili con le specifiche lavorazioni (lavori in quota).
 Attualmente i lavori sono completati al 90 % circa. Dal 19.12.2015 sono sospesi per la necessità di variare il tracciato fognario previsto in progetto e per porre in essere tutti gli atti necessari per l’approvazione del nuovo tracciato che sarà esterno al cantiere e per il quale sono stati interpellati gli enti gestori per la eventuale presenza dei servizi interrati.
 La sospensione è inoltre legata alla richiesta degli allacci elettrico e gas indispensabili per la prova ed il collaudo degli impianti e per ottenere la temperatura interna minima necessaria per l’incollaggio del pavimento.
Il rup ha inoltre concesso una Proroga di 20 giorni
Questi i dati, in lingua italiana e spero comprensibili, sullo stato dell’arte della palestra a di Santa Barbara.
Quindi nessun mistero sui tempo e fasi di esecuzione.
Circa l’utilizzo delle economie ho sempre affermato che erano condizionate dalla autorizzazione del Ministero che ha erogato il finanziamento e che purtroppo, seppure richiesta, non è stata concessa.
Alvaro Ricci – Assessore Lavori pubblici

http://www.tusciaweb.eu/2016/03/palestra-santa-barbara-i-lavori-dovevano-finire-luglio-2015/






sabato 5 dicembre 2015

Nuovo Esposto Senatore Bonatesta 4 Dicembre 2015






E' arrivata una lettera/esposto senza firma alla redazione "La tua voce" ,in cui in modo molto dettagliato si contesta l'aggiudicazione dei lavori alla ditta vincitrice (appalto per mancanza certificazioni o requisiti)… 
"OGGETTO DEL PRESENTE ESPOSTO SONO ESEGUITE DA DITTE NON IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI IN FASE DI GARA." 




Ci chiediamo, perchè questa persona non ha scritto prima, se era a conoscenza di tali informazioni? L'esposto che fece il Senatore Michele Bonatesta era sulla finalità dei soldi, che lui stesso riusci ad ottenere nel 2005, ma per altro scopo ( Campo di calcio, vicino la parrocchia) mentre nel 2012 l'amministrazione passata cambio in costruzione della palestra attuale e cambio luogo(Parco delle Querce). 
Il gruppo quartiere Santa Barbara Viterbo chiese tramite petizione cittadina, la salvaguardia totale del parco delle querce e in manifestazioni successive la costruzione di detta palestra in altro luogo, diverso dal parco inaugurato nel 2010 e soprattutto perchè prevedeva l'abbattimento di due querce e il taglio di un terzo degli ulivi ( forse era meglio come auspicato anche dal presidente della fidal Giuseppe Misuraca, al camposcuola e realizzare cosi una cittadella dello sport, senza frammentazioni). 




L'attuale Amministrazione Sindaco Leonardo Michelini sindaco, l'Assessore Saraconi e soprattutto con l'Assessore @Alvaro Ricci e il dirigente lavori pubblici Ernesto dello Vicario, ci dissero che la palestra si poteva soltanto spostare di 8 metri dal tronco della quercia più vicina, soluzione che contestiamo in quanto troppo vicina alla palestra e quindi a rischio futura eliminazione. 




Utimamente sono stati potati(troncati e subito fatti sparire) rami senza autorizzazione o perizia alcuna, dalla stessa ditta costruttrice di cui abbiamo informato l'amministrazione e la stampa. Ricordiamo che la stessa ditta spostò 20 ulivi autorizzati dal comune, ma lo fece non a regola d'arte e in maniera del tutto grossolana comportando gravi danni e morte degli stessi (furono fatte dal gruppo quartiere petizione cittadina e proteste in comune). Ultima cosa che vedo, è bastata la risposta affermativa di un funzionario dello stato, per dare il via alla costruzione della palestra nel parco. Personalmente poi ho constatato che consiglieri di opposta fazione che si danno battaglia su tutto, anche per fare propria un' idea, che sia giusta o sbagliata in questo caso invece coesi ,per la sua realizzazione e questo dà a pensare, per non parlare di ex dirigenti comunali approdati ora in altri lidi…





ESPOSTO alla Procura della Repubblica di Viterbo


Al Procuratore Capo
della Procura della Repubblica di Viterbo
dr. Alberto Pazienti
SEDE

OGGETTO: Esposto palestra al quartiere Santa Barbara di Viterbo per presunte illegittimità in merito a quanto previsto in appalto Comune di Viterbo e per utilizzazione fondi finalizzati ad altro uso dal Parlamento. 


Il sottoscritto Michele Bonatesta, nato a Viterbo il 23 aprile 1942 ed ivi residente in Strada Palomba 4E, già senatore della Repubblica Italiana,
ESPONE


quanto segue.
In data 1 dicembre 2015 il sottoscritto ha trovato nella cassetta della posta del suo ufficio in via Saragat 8 - Viterbo, lasciatovi in maniera anonima, un ‘ esposto-segnalazione ‘ ( corredato da idonea documentazione ) relativo a presunte illegittimità che sarebbero riscontrabili a seguito dell’appalto del Comune di Viterbo per la realizzazione di un centro sportivo civico integrato al quartiere Santa Barbara di Viterbo. 
In detto ‘ esposto-segnalazione’ si legge:
“ In data 20 dicembre 2013 viene pubblicato bando di gara per la realizzazione di un centro sportivo civico integrato.
Importo a base d’asta euro 569.000,00 di cui:

categoria prevalente OG1 (opere civili) euro 283.648,35
categorie scorporabili OS33 (coperture speciali) euro 203.853,76
OS18B (facciate continue ) euro 81.478,09

A seguito di gara aperta i lavori venivano affidati alla ditta COGEDI srl di Montefiascone (VT) che in fase di gara dichiarava di voler subappaltare le lavorazioni delle categorie scorporabili OS33 e OS18B per le quali non possiede qualificazione SOA. 

Con determina n° 4533 del 13/11/2014 da responsabile del settore VI del Comune di Viterbo, a seguito di istruttoria e parere positivo del RUP ing. Mirko Vigi, viene concesso il subappalto delle opere ricadenti nelle categorie OS33 e OS 18B alle ditte:
OS 33 L.A. Cost con sede in Bettona (PG)
OS 18B Cos Met con sede in Roma


Nella stessa determina si elencano tutti i documenti presentati ma non si cita la QUALIFICAZIONE SOA in OS 33 della ditta L.A. Cost di Bettona (PG), SOA obbligatoria IN QUANTO l’art. 108 (CONDIZIONE DI PARTECIPAZIONE ALLE GARE) del DPR 207 del 2010 precisa che le categorie scorporabili sono quelle CHE A SCELTA DEL PROGETTISTA SIANO “ o di importo singolarmente superiore al 10% o di importo a base di gara superiore a 150.000,00 euro. 

l’art. 109 Del regolamento degli appalti DPR 207 del 2010 precisa che la categoria OS 33 può essere subappaltata a Ditte in possesso di adeguata qualificazione ( CHE IN CASO DI IMPORTI SUPERIORI A 150.000,00 EURO SONO LE SOA ).

Quindi inutilmente si vuol far passare la categoria OS 33 di importo 144.540, 00 IN QUANTO QUELLO E’ L’IMPORTO STIPULATO TRA PRIVATI E NON QUELLO A BASE DI GARA (euro 203.853,76)

SI ALLEGA COPIA SOA DELLA L.A. COST DEDOTTA DAL CASELLARIO ANAC DOVE SI EVINCE LA NON QUALIFICAZIONE IN OS 33,
IN CONSEGFUENZA DI CIO’ LE OPERE OGGETTO DEL PRESENTE ESPOSTO SONO ESEGUITE DA DITTE NON IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI IN FASE DI GARA. 
“

Sin qui, dunque, quanto contenuto nell’esposto-segnalazione fatto pervenire al sottoscritto in maniera anonima.

E’ evidente che il sottoscritto non ha competenze tali che gli permettano di giudicare l’attendibilità dell’esposto stesso. Resta il fatto che l’estensore dello stesso parrebbe invece avere competenze specifiche stanti i riferimenti tecnici e giuridici che richiama nel documento, riferimenti che in ogni caso hanno spinto il sottoscritto a sottoporre alla cortese attenzione della S.V.I. l’esposto stesso perché ne valuti – qualora lo ritenga opportuno – l’attendibilità e quindi la legittimità della palestra che si sta realizzando al quartiere di Santa Barbara, in Viterbo.

Il sottoscritto infatti ha già a suo tempo segnalato a codesta Procura della Repubblica, con specifico esposto presentato a suo tempo, un altro motivo di presunta illegittimità nel finanziamento dell’opera, 
finanziamento derivante da fondi fatti pervenire al Comune di Viterbo dal sottoscritto quando ancora era Senatore della Repubblica, fondi ( 700.000,00 euro ) provenienti da una Finanziaria e FINALIZZATI ALLA REALIZZAZIONE DI UN’OPERA nel quartiere di Santa Barbara ma CHE NON E’ QUELLA CHE SI STA REALIZZANDO A SANTA BARBARA. 
Trattandosi di soldi ‘ FINALIZZATI ‘, in caso di mancata realizzazione dell’opera indicata nella finalizzazione, i soldi si sarebbero dovuti restituire allo Stato e non impiegarli per altro scopo.

Pare che il Comune, a conoscenza del vincolo esistente su quei 700.000 euro, abbia chiesto lumi al Ministero e pare che, dal Ministero, un funzionario abbia risposto che quei fondi si potevano utilizzare per una realizzazione differente da quella prevista nella FINALIZZAZIONE di cui trattasi.

Purtroppo non è così ed il Comune di Viterbo ha commesso (quantomeno ) UN ABUSO destinandoli ad una palestra nel quartiere di Santa Barbara dato che il parere di un funzionario del Ministero non è sufficiente a cambiare una destinazione di fondi dello Stato fatta a seguito di scelte precise votate dal Parlamento Italiano, Camera e Senato.
Non averli restituiti, dunque, potrebbe rappresentare anche un danno erariale da valutare da parte della CORTE DEI CONTI. 


Una palestra, insomma, che dà l’impressione che si sia voluta fare a tutti i costi... anche contro la volontà di parte degli abitanti el quartiere.  


Tutto ciò premesso, il sottoscritto chiede alla S.V.I. di voler valutare l’opportunità di disporre il blocco dei lavori alla palestra di Santa Barbare in attesa di riscontrare le eventuali illegittimità segnalate dall’anonimo cittadino che si è rivolto al sottoscritto ( e quindi la possibilità di reati da parte di chicchessia) e l’uso illegittimo di fondi che avrebbero dovuto essere stati già da tempo restituiti allo Stato anziché essere utilizzati in opere differenti da quelle alle quali il Parlamento li aveva finalizzati. 

Il sottoscritto chiede infine alla S.V.I. di essere cortesemente tenuto informato di quelle che saranno le decisioni della Procura ella Repubblica di Viterbo in merito a tutto quanto è stato segnalato nel presente esposto.

SI ALLEGA: copia della segnalazione-esposto anonima depositata nella cassetta delle lettere del sottoscritto.
Copia del bando di gara per la realizzazione di un centro civico integrato a Santa Barbara da parte del Comune di Viterbo;
Copia del regolamento di esecuzione e attuazione del DPR 2006/163;
Copia determina subappalto n. 4533 del 13/11/2015 del Comune di Viterbo;
Copia SOA.



Con osservanza
Michele Bonatesta



Viterbo, venerdì 4 dicembre 2015

http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=80645


(foto utilizzate di Bruno Pagnanelli e della Redazione "La tua Voce")

domenica 4 ottobre 2015

Una precisazione, per un errore macroscopico.

"Gentile Redazione TusciaWeb,
da cittadino abitante nel quartiere di S.Barbara, non aderente ad alcun comitato di zona, avverto la necessità di correggere un errore macroscopico commesso da ‘g.f.’, firmatario dell’articolo “Un tetto per la palestra a Santa Barbara” pubblicato ieri.


Verso la fine dell’articolo è possibile leggere che “[…] la ditta è stata particolarmente attenta nella tutela delle piante presenti, le querce in particolare”.
Credo sia utile far sapere al g.f. (mi perdoni ma si è firmato in minuscolo) che la ditta costruttrice, sebbene per colpe non totalmente ad essa ascrivibili, ha praticamente distrutto una quindicina di ulivi durante le operazioni di trapianto delle piante dal sito di costruzione ad un’area adiacente, operazioni avvenute nel maggio del corrente anno. Massimo rispetto per gli operai della ditta in questione, ma l’affermazione secondo la quale gli stessi siano stati particolarmente accorti nel corretto trattamento delle piante, non corrisponde a verità.
 Se mi è permesso, mi risulta peraltro strano come g.f. sia evidentemente l’unico a non sapere cosa successe in quell’occasione, quando addirittura il sindaco poté successivamente prendere atto di persona dei danni arrecati alle piante confermandone l’evidenza. 
Giova peraltro aggiungere che se non fosse stato per le petizioni e le resistenze dei comitati di quartiere, adesso le querce sarebbero legna da ardere. E’ certamente per l’impegno di questo gruppo di persone che ora la comunque rispettabile ditta è inevitabilmente ben accorta a non torcere un ramo “delle querce in particolare”.



 Queste dinamiche g.f. le dovrebbe ben conoscere, a meno che scriva senza sapere. Se così fosse, può succedere a tutti. 
Eventualmente invece sapesse – sottolineo eventualmente - si tratterebbe allora di slealtà informativa e allora chiederei: per quale motivo accollarsi la responsabilità di edulcorare un palese danno ecologico compiuto da terzi, quantunque limitato? Gli è stato forse suggerito?


A margine della dovuta precisazione di cui sopra, concludo confessando di aver provato un brivido nel leggere le intenzioni dell’assessore con deleghe all’urbanistica, sempre in merito all’area neo palestra s.Barbara, per il quale sarebbe opportuno “un percorso della salute, fruibile dai cittadini, per valorizzare il verde e tutta l’area circostante”. 


Da ‘vecchio’ abitante del quartiere – abito qui dal ‘98 - posso tranquillamente assicurare che tutte le strade della zona, Capretta inclusa, nonostante il manto asfaltato drammaticamente degradato in molti tratti, sono già di per sé una godibile rete di percorsi di salute, tanto da essere le più frequentate della città per attività di walking, dog walking e jogging. Inoltre la residua area verde adiacente la neo palestra sarebbe perfettamente fruibile anche semplicemente mettendo qualche panchina in più e programmando con maggior frequenza il semplice taglio dell’erba.
 Aggiungere ulteriori attrezzi/strutture che inevitabilmente verrebbero ricoperti dalla vegetazione per progressivo inutilizzo, o si depaupererebbero precocemente per mancanza di manutenzione, non farebbe altro che togliere altro spazio tranquillamente utilizzabile anche solo stando seduti su una panchina all’ombra delle querce leggendo, guardando giocare i propri figli o passeggiando con i propri cani. 
Non sarebbe una valorizzazione dell’area, già sfruttata dalla costruzione di una palestra che poteva benissimo essere meglio edificata altrove, ma una spesa inutile di denaro ottimamente impiegabile per altri interventi. E quanti ne sarebbero necessari!

Evaldo Cipolloni

sabato 3 ottobre 2015

" Il nostro Tetto erano gli Alberi"





Gentile redazione Tuscia web, gentilissimo direttore Carlo Galeotti, in relazione al vostro articolo di oggi 1 ottobre 2015 “Un tetto per la palestra”(http://www.tusciaweb.eu/2015/10/tetto-per-palestra/, volevamo fare alcuni precisazioni.)



In primis volevamo specificare, e ribadire ancora una volta, che se per “ Comitato” si intende il Gruppo Quartiere Santa Barbara Viterbo o comunque il gruppo “Addio al parco in via della Biga di Castro? (Parco delle Querce) che ci siamo sempre battuti per la salvaguardia del parco, ma non ci siamo mai opposti alla realizzazione della palestra o centro civico sportivo nel quartiere S. Barbara. 



Da due anni a questa parte, cioè dal 20 dicembre 2013, giorno in cui il nostro gruppo ne è venuto a conoscenza, attraverso il sito del comune, si è opposto alla costruzione della palestra proprio DENTRO al Parco delle Querce, inaugurato nel 2010. Quindi non siamo mai stati contrari alla sua realizzazione, ma ci siamo sempre opposti all’ubicazione della stessa proprio DENTRO a un parco pubblico.



Ricordiamo poi che il progetto (il cui finanziamento era previsto, ricordiamolo, per altro e altrove) prevedeva, l’abbattimento delle querce secolari. Siamo riusciti, con due anni di incontri, petizioni, manifestazioni, a mantenerle, ma purtroppo la distanza della palestra da esse è di soli 8 metri. Nessuno di noi, lo diremo fino allo sfinimento, e lo si può evincere anche dai nostri numerosissimi comunicati stampa, che anche la vostra redazione ci ha sempre gentilmente pubblicato, si è mai opposto alla realizzazione della palestra. Ci siamo sempre invece, OPPOSTI ALLO SMANTELLAMENTO DI UN PARCO, cosa che puntualmente è avvenuta, con lo sradicamento e la morte di 19 ulivi e lo scavo, (nonostante i tanto sbandierati diecimila metri quadrati) a disposizione, PROPRIO NEL PUNTO Più BELLO DEL PARCO, a ridosso delle querce secolari.



Precisiamo poi che, alla ditta che sta effettuando i lavori è stato contestato il modo in cui sono stati spostati gli ulivi, sicuramente non a regola d’arte, visto che tale operazione ha portato alla morte della totalità delle piante. Quindi, soprattutto per queste ragioni, vigiliamo e vigileremo, affinchè non rechino danno alle querce.



Quindi, se ora la ditta è stata particolarmente attenta verso le querce, ciò dipende anche da noi cittadini e dai vari esposti fatti all’amministrazione, alla forestale, polizia municipale etc. htp://www.tusciaweb.eu/2015/06/parco-delle-querce-comune-rimandi-potatura/ “La presente in relazione a quanto verificatasi il giorno 25 e 26 maggio durante la potatura e trapianto delle piante di ulivi nell’area dei lavori di costruzione del centro sportivo al Parco delle Querce in via della Biga di Castro. Durante tale attività non effettuata a regola d’arte, la maggior parte degli ulivi trapianti in altra area del parco, risultano essere deperiti e morti.”
Ribadiamo inoltre che, la ditta è stata da noi segnalata per non aver effettuato un lavoro a regola d’arte, come constatato dallo stesso Sindaco (rimasto basito difronte alla mattanza degli ulivi) e dallo stesso Assessore ai lavori pubblici, chiamati da noi a fare il sopralluogo. Assessore il quale non ha vigilato sullo spostamento degli ulivi, nonostante una specifica relazione scritta, che non è stata minimamente presa in considerazione.




Sottolineiamo infine che, quella di un impianto sportivo dentro al Parco delle Querce, realizzato da questa amministrazione ma progettato e avviato da quella precedente è stata una scelta approssimativa, degna di una politica di strette vedute e con un modo di agire che la società attuale e soprattutto l’ambiente non possono più permettersi. I nostri amministratori giustificano un atto malsano facendolo passare per bene comune.


Allo stesso Assessore chiediamo poi, in ultimo: questo “percorso della salute” da chi sarà gestito? Dalla stessa società privata che prenderà in gestione la palestra? Visto che, come afferma, e ha specificato anche a noi nei vari incontri, sarà “in linea con la palestra”. Quindi oltre ad essere privata la palestra, lo sarà anche il percorso della salute? Quindi altro terreno verrà tolto a noi cittadini? E non sarà fruibile da tutti, ma solo a pagamento? 



Per valorizzare l’area sarebbe bastato lasciare il parco, fare un impianto d’irrigazione, mettere panchine, fontanelle, giochi per bambini e un’area sgambetta mento per i cani.



«I poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria», oggi «qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta. Chi progetta edifici, quartieri e città dovrebbe servire «la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco» ascoltando il punto di vista degli abitanti del luogo.» Papa Francesco

Gruppo Quartiere Santa Barbara Viterbo