martedì 2 giugno 2015

UN ALTRO ESPOSTO DEL SENATORE MICHELE BONATESTA


foto Mirco Catalani

ALL’ECC. MO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI VITERBO

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Atto di esposto

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Il sottoscritto Michele Bonatesta, già Senatore della Repubblica, nato a Viterbo il 23 Aprile 1942, residente in Viterbo Strada Palomba n. 4E, 
espone quanto segue


Il presente atto ha quale scopo di porre all’attenzione di questo Ecc.mo Procuratore della Repubblica accadimenti che si inseriscono nell’ambito dell’esecuzione dei lavori di costruzione di una Palestra polivalente sita in Viterbo in via della Biga di Castro, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale e amministrativa rilevanza di specifici fatti dedotti. 

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Il giorno 25 maggio 2015 la ditta appaltatrice CO.GE.DI s.r.l. di Montefiascone (VT) ha iniziato. come da capitolato d’appalto xxxx ad effettuare l’opera di espianto e reimpianto di alcuni olivi che insistevano sul terreno ove doveva essere costruita sempre dalla medesima ditta la Palestra polivalente. 

L’opera avveniva dopo aver potato in modo grossolano le piante, che dopo il 31 marzo, secondo la corretta prassi agronomica non possono essere potate per non comprometterne la naturale crescita. 

L’espianto e il reimpianto delle piante avveniva anch’esso in modo grossolano arrecando ulteriori danni alle piante. In particolare la ditta appaltatrice ha utilizzato una scavatrice, atta al movimento terra, e non all’opera a regola d’arte di espianto ed impianto. La stessa veniva utilizzata anche per il trasporto delle piante dal luogo dell’espianto a quello di reimpianto. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si crede che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte pur essendo previsto dal contratto firmato con l’ente appaltante (Comune di Viterbo). 

Il contratto di appalto prevede, all’articolo 15 lettera a) le clausole di risoluzione dello stesso per “frode nell'esecuzione dei lavori”; e alla lettera c) per “manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori”. 

Il disciplinare di gara al punto 1.3 lettere i) ed L) prevede che la ditta che deve eseguire i lavori dichiari di avere a disposizione i mezzi e materiali adeguati per procedere all’esecuzione del lavoro a regola d’arte. 

Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si evince esattamente il contrario, ovvero la ditta appaltatrice non disponeva dei mezzi adeguati allo svolgimento dell’opera e non era in grado di attuarla a regola d’arte. 

Secondo quanto previsto dall’articolo 7 del contratto è possibile “la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola d’arte dei lavori, compresa la necessità di procedere alla redazione di varianti in corso d’opera”. 

Malgrado questa possibilità il direttore dei lavori non ha sospeso i lavori, manifestando ulteriore grado di incompetenza nell’esecuzione a regola d’arte degli stessi. 

Si ricorda alla sua Eccellenza che la Provincia di Viterbo ha adottato le linee guida per la redazione di Piani del Verde previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale nei cui allegati sono descritte le modalità di espianto e reimpianto degli alberi d’olivo. Tale allegato è stato prodotto con il contributo dell’Università della Tuscia. 

Il Comune di Viterbo non dispone ancora di un Piano del Verde. La mancanza all’adempimento di questa disposizione obbliga la ditta appaltatrice ad utilizzare la legge di categoria giuridica superiore, ovvero quella provinciale. 

Nel giorno 26 maggio si è tenuta presso il Consiglio Comunale di Viterbo una discussione sui lavori e sui danni provocati dalla ditta appaltatrice secondo quanto sopra esposto anche utilizzando la stessa documentazione fotografica che presento in questo esposto. 

L’ente appaltante è stato quindi adeguatamente informato sia nella persona del Sindaco Michelini che dell’Assessore all’Urbanistica Ricci. 

Pur avendo evidenza della manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori, l’amministrazione del Comune di Viterbo, ovvero l’ente appaltante non ha sospeso i lavori. 

Questo potrebbe configurare uno spreco di denaro pubblico poiché speso con una ditta appaltatrice che già oggi appare inidonea ed incapace che potrebbe non condurre a termine in modo corretto la commessa. 

Per quanto sopra esposto e motivato il sottoscritto Michele BONATESTA, chiede che l’Ecc.ma Procura della Repubblica adita voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale e amministrativa degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti. 

Chiedo di essere avvisati ex art. 406 c.p.p. in caso di richiesta di proroga delle indagini preliminari ed ex art. 408 c.p.p. in caso di richiesta di archiviazione. 



Con osservanza. 



Michele Bonatesta


Parco delle Querce, un altro esposto di Bonatesta

alla Procura della Repubblica di Viterbo

«Il presente atto – scrive l'ex senatore viterbese - ha quale scopo di porre all’attenzione sull’esecuzione dei lavori di costruzione di una Palestra polivalente, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti»

Redazione Online
Uno degli ulivi prima e dopo il trapianto
Uno degli ulivi prima e dopo il trapianto
Parco delle Querce a Santa Barbara, un altro esposto alla Procura della Repubblica di Viterbo da parte dell’ex senatore Michele Bonatesta pubblicato stamani sul portale Latuavoce.it.
«Il presente atto – scrive il direttore del sito di informazione locale - ha quale scopo di porre all’attenzione accadimenti che si inseriscono nell’ambito dell’esecuzione dei lavori di costruzione di una Palestra polivalente sita in Viterbo in via della Biga di Castro, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale e amministrativa rilevanza di specifici fatti dedotti.
Il giorno 25 maggio 2015 la ditta appaltatrice CO. GE. DI s.r.l.di Montefiascone (Vt) ha iniziato. come da capitolato d’appalto xxxx ad effettuare l’opera di espianto e reimpianto di alcuni olivi che insistevano sul terreno ove doveva essere costruita sempre dalla medesima ditta la Palestra polivalente. L’opera avveniva dopo aver potato in modo grossolano le piante, che dopo il 31 marzo, secondo la corretta prassi agronomica non possono essere potate per non comprometterne la naturale crescita».
Oltre al danno la beffa: i cartelloni creati dai bambini usati come tappetino del cantiere
Oltre al danno la beffa: i cartelloni creati dai bambini usati come tappetino del cantiere
«L’espianto e il reimpianto delle piante - prosegue l’esposto - avveniva anch’esso in modo grossolano arrecando ulteriori danni alle piante. In particolare la ditta appaltatrice ha utilizzato una scavatrice, atta al movimento terra e non all’opera a regola d’arte di espianto ed impianto. La stessa veniva utilizzata anche per il trasporto delle piante dal luogo dell’espianto a quello di reimpianto. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si crede che il lavoro non sia stato eseguito a regola d’arte pur essendo previsto dal contratto firmato con l’ente appaltante (Comune di Viterbo).
Il contratto di appalto prevede, all’articolo 15 lettera a) le clausole di risoluzione dello stesso per “frode nell'esecuzione dei lavori”; e alla lettera c) per “manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale,nell’esecuzione dei lavori”. Il disciplinare di gara al punto 1.3 lettere i) ed L) prevede che la ditta che deve eseguire i lavori dichiari di avere a disposizione i mezzi e materiali adeguati per procedere all’esecuzione del lavoro a regola d’arte. Da quanto esposto e dalla documentazione allegata si evince esattamente il contrario, ovvero la ditta appaltatrice non disponeva dei mezzi adeguati allo svolgimento dell’opera e non era in grado di attuarla a regola d’arte. Secondo quanto previsto dall’articolo 7 del contratto è possibile “la sospensione dei lavori su ordine del direttore dei lavori nei casi di avverse condizioni climatologiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola d’arte dei lavori, compresa la necessità di procedere alla redazione di varianti in corso d’opera”. Malgrado questa possibilità il direttore dei lavori non ha sospeso i lavori, manifestando ulteriore grado di incompetenza nell’esecuzione a regola d’arte degli stessi».
Lex senatore Michele Bonatesta
Lex senatore Michele Bonatesta
«Si ricorda alla sua Eccellenza che la Provincia di Viterbo - sottolinea Bonatesta - ha adottato le linee guida per la redazione di Piani del Verde previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale nei cui allegati sono descritte le modalità di espianto e reimpianto degli alberi d’olivo. Tale allegato è stato prodotto con il contributo dell’Università della Tuscia. Il Comune di Viterbo non dispone ancora di un Piano del Verde. La mancanza all’adempimento di questa disposizione obbliga la ditta appaltatrice ad utilizzare la legge di categoria giuridica superiore, ovvero quella provinciale.
Nel giorno 26 maggio si è tenuta presso il Consiglio Comunale di Viterbo una discussione sui lavori e sui danni provocati dalla ditta appaltatrice secondo quanto sopra esposto anche utilizzando la stessa documentazione fotografica che presento in questo esposto. L’ente appaltante è stato quindi adeguatamente informato sia nella persona del sindaco Michelini che dell’assessore all’Urbanistica Ricci. Pur avendo evidenza della manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori, l’amministrazione del Comune di Viterbo, ovvero l’ente appaltante non ha sospeso i lavori. Questo potrebbe configurare uno spreco di denaro pubblicopoiché speso con una ditta appaltatrice che già oggi appare inidonea ed incapace che potrebbe non condurre a termine in modo corretto la commessa».
«Per quanto sopra esposto e motivato – conclude l’ex senatore - il sottoscritto chiede che l’Ecc.ma Procura della Repubblica adita voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale e amministrativa degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti».

lunedì 1 giugno 2015

GRAZIE SINDACO DI VITERBO!







Tutto questo non era un bene... Così, invece di recuperare un luogo degradato, tra i tanti, i troppi, possibili, pensarono bene di fare il cantiere dell'ecomostro proprio lì, proprio nel cuore del parco... Presero bene la mira, puntarono e spararono, proprio lì, proprio nel punto in cui sapevano che avrebbe fatto più male…





"Abbiamo salvato un finanziamento, trovato un sito 'in house' (sic!) e procurato un bene per la collettività!". Proclamò compiaciuto il primo mandante di questo capolavoro…





È per il nostro bene... Andrai a vedere le partite di pallavolo e pallacanestro e sarai felice come quando correvi tra i nostri ulivi, trovavi le uova dell'albero della pace che ti nascondevamo nei buchi dei loro tronchi maciullati! Vedrai, sarà un impianto bellissimo! Stenderemo la coperta per un pic Nic vicino all'impianto e ci farà ombra esso. Sarà bellissimo e per il nostro bene , soprattutto. Cristina



I bambini che hanno giocato e giocavano ormai da anni qui, dove c'era il meraviglioso Parco delle Querce, amato da tutti, avevano (povere stelle!) a modo loro, condotto la loro piccola grande lotta pacifica e civilissima, come quella di tutti noi, per la conservazione del Parco stesso.
Non solo, questo Comune....questo sindaco....questa amministrazione comunale ci hanno tolto ORO, per darci in cambio MERDA...non solo, se ne sono strafottuti altissimamente delle grida di protesta della gente...delle richieste di aiuto...della volontà popolare...ma dopo aver permesso lo sventramento delle piante d'olivo, letteralmente MASSACRATE nello spostamento, adesso pretendono pure che si sopporti questo INFAME OLTRAGGIO:
il cartellone creato dai bimbi con scritti e disegni realizzati con tanta passione ed amore, è oggi usato da questi Signori come tappetino d'ingresso...come zerbino della porta del cantiere.
Come per dire, proprio....non solo, te lo tolto...ma ti faccio pure pipì addosso.
Perché questo, è.
Lo sfregio...sullo sfregio....nello sfregio.
Incommentabili!!!!!
Tutti quanti.
Cittadini di Santa Barbara....viterbesi tutti....NON DIMENTICHIAMOCENE!!!!!
Un giorno, torneranno a chiedervi il voto. Torneranno a dirvi "datemi la vostra fiducia".
NON DIMENTICHIAMOCENE!!!!!

Luca

C' era una volta un Parco...




C'era una volta un parco,
 l'ultima oasi naturale in un grande quartiere 'dormitorio' martoriato dal cemento, unito al resto del mondo da una stradina piccola e angusta che sembrava un imbuto… 
In quello scampolo di verde, incontaminato e bellissimo, dove dimoravano tre splendide querce e sessantaquattro ulivi, i bambini erano felici e facevano tanti laboratori; i ragazzi studiavano all'ombra delle querce; le signore prendevano il tè e chiacchieravano amabilmente; gli anziani leggevano il giornale seduti sulle panchine che gli abitanti avevano costruito da soli; un musicista aveva scelto quel luogo per provare e riprovare le sue melodie; gli amici a quattro zampe passeggiavano con i loro umani… 
Lì si facevano i picnic, ci si ritrovava, quasi quotidianamente, ma soprattutto il sabato pomeriggio.
 Lì si era costituita una comunità e, grazie a quel parco, le persone, che erano tante, ma tanto sole perchè prima neanche si conoscevano, finalmente avevano trovato un punto di aggregazione che li rendeva contenti e partecipi. 
Ma un brutto giorno, 'quelli' che vivevano nel 'palazzo' decisero: "Tutto questo non è un bene!" "Questa situazione va risolta!". Così, una mattina, arrivarono le ruspe che scavarono e trivellarono all'impazzata.
 "Dovete far presto. Sbrigatevi!", dicevano i signori del palazzo agli omini delle ruspe. 
Così, in pochi giorni, spazzarono via tutto: ulivi, alberi di Pasqua e dei pensieri; calpestarono cartelloni creati dai bambini, centrini fatti all'uncinetto con tanto amore; strapparono via radici, insieme a pezzi di vita e di sogni infantili..."E' per il vostro bene"- ripetevano - "Quello non era un parco"... "Vi siete sbagliati"... "era F7, no, anzi, F6... F2.. vabbè, tanto l'impianto si fa lì e basta!" - tuonò quello più arrogante di tutti - "Il quartiere ne ha bisogno... E' per il suo bene, è per il vostro bene..." …
Mirco

Consegna della Petizione 700 firme in 48 ore!




Parco delle querce: consegnata la petizione
la giunta comunale deciderà domani

Ieri mattina si è discussa a Palazzo dei Priori la raccolta firme presentata dal comitato di quartiere contro la costruzione della palestra nell'area verde

di Francesco Ratano


Animata seduta del consiglio comunale ieri mattina a Palazzo dei Priori alla presenza di numerosi cittadini del comitato salvaguardia parco viterbese delle querce di Santa Barbara. Nonostante la discussione di circa un’ora e mezza il consiglio non ha emesso alcun parere definitivo, soltanto alcune dichiarazioni sono giunte alla fine dal sindaco,Leonardo Michelini. La seduta si è aperta con un certo ritardo, subito dopo l’appello arriva la richiesta di anticipazione del punto dell’ordine del giorno della discussione della petizione popolare per la salvaguardia del parco e la cessazione dei lavori. Accolta l’anticipazione prende la parola Chiara Frontiniche espone il suo sostegno al comitato di Santa Barbara e parla di accordo possibile, purché ci sia un “minimo comune denominatore” tra le parti, vale a dire la tutela degli alberi e la salvaguardia di spazi verdi.
In seguito agli interventi di altri consiglieri di maggioranza ed opposizione vengono analizzate varie criticità del cantiere in atto e le numerose mancanze: quella un documento sul vincolo paesaggistico, di una valutazione della sicurezza del cantiere, la mancanza della valutazione geomorfologica. Tuttavia, dopo lunghe discussioni, la maggioranza analizza le petizioni ed oppone le proprie critiche, difendendo la costruzione dell’impianto sportivo in quel sito, considerato l’unico adatto al netto dei soldi disponibili per la realizzazione.
Il dibattimento continua per molto tempo con numerosi consiglieri che prendono parola tuttavia, essendo i lavori oramai iniziati, quasi tutti sembrano convinti che si possa fare ben poco. Anche l’assessore Alvaro Ricci finisce per ammorbidire la propria posizione, concordando con Frontini la necessità di trovare un “minimo comune denominatore” tra le richieste del comitato e lo stato dei lavori. La discussione si chiude con dichiarazione del sindaco in seguito alla vista delle foto che ritraggono il pessimo stato attuale dei lavori con alberi potati (male) nel periodo sbagliato ed altri letteralmente tranciati in due. Il sindaco rimarca l’impegno già preso in passato di continuare a svolgere i lavori con il massimo rispetto e salvaguardia delle piante di Ulivo e delle querce.
Poche parole spendibili in merito al da farsi, soprattutto ora che il cantiere è già stato avviato, tuttavia, altre mozioni saranno discusse in settimana e quindi per il parco delle querce la decisione definitiva è rimandata a giovedì.
http://www.tusciaweb.eu/2015/05/palestra-fatta-parco-mantenuto/

PETIZIONE "FERMATE IL CANTIERE DENTRO IL PARCO DELLE QUERCE!"

Parco delle Querce, aperta una petizione
popolare per fermare le ruspe nell'area verde

Non si ferma la protesta del Gruppo Quartiere Santa Barbara che si è rivolto a periti agrari che hanno valutato la potatura delle tre querce che si trovano al confine con l’area da edificare

di Francesco Ratano
Gli abitanti del quartiere Santa Barbara alla manifestazione di ieri
Gli abitanti del quartiere Santa Barbara alla manifestazione di ieri
«Le nostre querce nei prossimi giorni dovranno subire un 'importante potatura, per permettere i lavori della costruzione dell'impianto sportivo. Esperti del settore ci hanno comunicato che il periodo ottimale per fare le potature a specie del genere è in autunno ed inverno, al massimo febbraio».
Non si ferma la protesta del Gruppo Quartiere Santa Barbara, che ieri pomeriggio ha manifestato in numero nettamente superiore rispetto alla volta scorsa nell’area verde dove le ruspe continuano il lavoro per la costruzione della palestra. Presenti anche i consiglieri comunali di opposizione Gianluca De Dominicis e Chiara Frontini. Gli abitanti che protestano si sono rivolti a esperti del settore che hanno valutato la potatura delle tre querce che si trovano al confine con l’area da edificare:
«I tagli da effettuare sono piccoli, non più di 5 cm di diametro ed effettuati sempre con taglio di ritorno. Queste specie di piante seccano facilmente e tornano indietro col taglio, in termine tecnico si dice "secca le branche". Quando si trattano esemplari giovani non si hanno problemi, ma superati i 50-60 anni perde progressivamente di vitalità. Le nostre querce subiranno anche un importante danno alle estese radici, poiché lo scavo dell'impianto è molto vicino. E già nei giorni scorsi, hanno subito danni all'apparato radicale superficiale, a causa dei mezzi che circolano dentro il cantiere. Queste sono le motivazioni per cui ci siamo sempre opposti alla costruzione dell'impianto vicino alle querce, oltre che privare la collettività di un luogo di aggregazione, le piante secolari presenti subiranno danni importanti che ci auguriamo non portino alla morte delle piante stesse».
Il manifesto di protesta
Il manifesto di protesta
Ieri a Santa Barbara un folto numero di persone al parco delle querce ha continuato a manifestare contro la distruzione dell’area verde e il pericolo che, nonostante le rassicurazioni del sindaco Michelini e dell’assessore Ricci, gli alberi esistenti subiscano danni irreparabili. Un incontro composto, si cerca riparo dalla pioggia sotto le imponenti chiome degli alberi secolari e dei giovani ulivi. L’organizzatore, Mirco Catalani ha ricordato ai presenti:
Le ruspe al lavoro nell'area recintata
Le ruspe al lavoro nell'area recintata
«Il progetto del Comune è di distruggere l’area verde e costruire una palestra con la scusa di valorizzare Santa Barbara, spesso definito come un “quartiere dormitorio”. Questo progetto di abbattere l’area per costruire una palestra – ha piegato Catalani - fu approvato nel 2013 ma in realtà si trattava di una modifica ad un progetto precedente. Il progetto originario consisteva nella costruzione di un campo da calcio e due da tennis, nell’area vicina alla parrocchia. La costruzione di questi campi sarebbe stata coperta da un fondo per attività sportive tuttavia – ha continuato Catalani - questo progetto, approvato nel 2005, dimostrò di avere costi superiori ai preventivi e allora il Comune ha cercato un’altra area per spendere questi soldi ma il progetto è cambiato del tutto; si farà una palestra, inoltre, non si sa ancora chi l’avrà in gestione o se sarà venduta».
La faccenda non è del tutto chiara (la Procura ha aperto un’indagine), tuttavia come ha sottolineato Catalani «una cosa che ci stupisce è la compattezza delle parti politiche nel difendere questo progetto: se normalmente litigano su tutto in questo caso, con poche eccezioni, sono molto compatti! La palestra s’ha da fare».
I cartelli danno voce alle piante
I cartelli danno voce alle piante
Il comitato per la salvaguardia del parco delle Querce è attivo dal 2013, istituito pochi mesi prima dell’inizio della gara d’appalto per la distruzione dell’area verde e la costruzione dell’edificio. Da allora ha organizzato numerosi eventi ed incontri cercando dare una linfa culturale e sociale al quartiere. Alla precedente manifestazione, il 28 marzo era presente anche il sindaco che dichiarò che avrebbe fatto il possibile per cercare di costruire la palestra in un altro luogo.
Ci sono al riguardo numerose proposte tra cui quella di Giuseppe Misuraca di costruire la palestra vicino al campo d’atletica e di rugby, andando a creare una vera e propria “cittadella dello sport”. Mentre si susseguono proposte e dichiarazioni i lavori sono cominciati, a quanto dicono gli esperti gli alberi sono già stati gravemente danneggiati dalle barriere protettive del cantiere, sulle basse chiome dei giovani ulivi sono stati collocati cartelli e manifesti con frasi di autori celebri. Un gesto simbolico per dare voce alle piante.


IN 48 ORE 700 FIRME PER FERMARE IL CANTIERE DENTRO IL PARCO!

I NOSTRI ULIVI.."Non toccheremo un briciolo di verde"








...cancellare le tracce in superficie non cancellerà mai il male dentro al mio cuore.. S.























"Oggi, sono andata al parco, perché volevo vedere la realtà con i miei occhi.

La realtà è molto peggio, da buona pugliese, vedere gli ulivi ridotti a quello stato mi ha lasciato la morte nel cuore.
Oggi in consiglio l'Assessore Ricci, ha messo in dubbio la verità di quelle immagini, effettivamente aveva ragione, perché la realtà è davvero peggiore. Ci sono ulivi dove per fargli chioma ci hanno messo pezzi di rami tranciati... Che mi sono chiesta davvero, se fosse una presa per il culo o la superficialità ad aver guidato la mano di quelle aZioni. Fatto sta, che io non sono un tecnico, io una pianta non l'ho mai potata, io non conosco la materia e quindi come è nel mio carattere taccio su ciò che non conosco, ma a questo c'è un limite ed il limite è il buon senso, perché anche se non sei medico e incontri uno che il braccio lo ha diviso a metà ed attaccato con il nastro adesivo, due domande te le fai. Per la cronaca, visto che sono una testona, ho fotografato insieme agli altri, le 22 piante o quello che di loro resta, perché quello che è stato fatto si sappia, (visto che la rete rossa si sta allargando sempre di più) e che nessuno mai, possa nascondere sotto la terra la negligenza di questo assurdo operato" M.

sabato 23 maggio 2015

LE nostre QUERCE, chi sono:


 Quercus pubescens:
Altezza 16 metri

Misure effettuate a 1,30 m da terra; 
diametro 67 cm;
area di insidenza chioma 200,18 mq; 
età stimata (Metodo speditivi tedesco): 95 anni





Quercus pubescens: 
Altezza 21 m; 

Misure effettuate a 1,30 m da terra;
diam: 89 cm 
area di insidenza chioma: 226,80 mq; 
età stimata: 126 anni




Quercus pubescens: 
Altezza 22 m;

Misure effettuate ad 1,30 m da terra:
diam: 87 cm; 
area di insidenza chioma: 188,40 mq; 
età stimata: 123 anni

Le nostre querce nei prossimi giorni dovranno subire un importante potatura, per permettere i lavori della costruzione dell'impianto sportivo. 
Esperti del settore ci hanno comunicato che il periodo ottimale per fare le potature a specie del genere è:

In Autunno ed Inverno, al massimo Febbraio. 
I tagli da effettuare sono piccoli, non più di 5 cm di diametro ed effettuati sempre con taglio di ritorno.
Queste specie di piante seccano facilmente e tornano indietro col taglio , in termine tecnico si dice "secca le branche".
Quando si trattano esemplari giovani non si hanno problemi, ma superati i 50-60 anni perde progressivamente di vitalità.

Le nostre querce subiranno anche un importante danno alle estese radici, poiché lo scavo dell'impianto è molto vicino. E già nei giorni scorsi, hanno subito danni all'apparato radicale superficiale, a causa dei mezzi che circolano dentro il cantiere.

Queste sono le motivazioni per cui ci siamo sempre opposti alla costruzione dell'impianto vicino alle querce, oltre che privare la collettività di un luogo di aggregazione, le piante secolari presenti subiranno danni importanti che ci auguriamo non portino alla morte delle piante stesse.

FERMATE SUBITO IL CANTIERE DENTRO IL PARCO!